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ࡱ> wyv9 bjbj"l>ppppD>58($m j |3>2p05 LEGGE 30 dicembre 1971 n. 1204 (  HYPERLINK "http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l1204_71.html" \l "INDICE" indice ) ( con modifiche apportate dalla  HYPERLINK "http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l53_00.html" Legge n. 53/2000 ) ( pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 1972 ) TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica Promulga la seguente legge: TITOLO I Norme protettive Articolo 1 ( Modificato dall'art. 3 della Legge n. 53/2000 ) Le disposizioni del presente titolo si applicano alle lavoratrici, comprese le apprendiste, che prestano la loro opera alle dipendenze di privati datori di lavoro, nonch alle dipendenti dalle amministrazioni dello stato, anche ad ordinamento autonomo, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dagli altri enti pubblici e dalle societ cooperative, anche se socie di queste ultime. Alle lavoratrici a domicilio si applicano le norme del presente titolo di cui agli articoli 2, 4, 6 e 9. Alle lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari si applicano le norme del presente titolo di cui agli articoli 4, 5, 6, 8 e 9. Il diritto di astenersi dal lavoro di cui all'articolo 7, ed il relativo trattamento economico, sono riconosciuti anche se l'altro genitore non ne ha diritto. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 7 e al comma 2 dell'articolo 15 sono estese alle lavoratrici di cui alla legge 29 dicembre 1987, n. 546, madri di bambini nati a decorrere dal 1 gennaio 2000. Alle predette lavoratrici i diritti previsti dal comma 1 dell'articolo 7 e dal comma 2 dell'articolo 15 spettano limitatamente ad un periodo di tre mesi, entro il primo anno di vita del bambino. Sono fatte salve, in ogni caso, le condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti, e da ogni altra disposizione. Articolo 2 ( Modificato dall'art. 17 della Legge n. 53/2000 ) Le lavoratrici non possono essere licenziate dall'inizio del periodo di gestazione fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro previsto dall'articolo 4 della presente legge, nonch fino al compimento di un anno di et del bambino. Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza e puerperio, e la lavoratrice, licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto, ha diritto di ottenere il ripristino del rapporto di lavoro mediante presentazione, entro novanta giorni dal licenziamento, di idonea certificazione dalla quale risulti l'esistenza, all'epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano. Il divieto di licenziamento non si applica nel caso: a) di colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro; b) di cessazione dell'attivit dell'azienda cui essa addetta; c) di ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine. Le lavoratrici addette ad industrie e lavorazioni che diano luogo a disoccupazione stagionale, di cui alla tabella annessa al decreto ministeriale 30 novembre 1964, e successive modificazioni, le quali siano licenziate a norma della lettera b) del terzo comma del presente articolo, hanno diritto, per tutto il periodo in cui opera il divieto di licenziamento, alla ripresa dell'attivit lavorativa stagionale e, semprech non si trovino in periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, alla precedenza nelle riassunzioni. Durante il periodo nel quale opera il divieto di licenziamento, la lavoratrice non pu essere sospesa dal lavoro, salvo il caso che sia sospesa l'attivit dell'azienda o del reparto cui essa addetta, semprech il reparto stesso abbia autonomia funzionale. Al termine del periodo di interdizione dal lavoro previsto dall'articolo 4 della presente legge le lavoratrici hanno diritto, salvo che espressamente vi rinuncino, di rientrare nella stessa unit produttiva ove erano occupate all'inizio del periodo di gestazione o in altra ubicata nel medesimo comune, e di permanervi fino al compimento di un anno di et del bambino; hanno altres diritto di essere adibite alle mansioni da ultimo svolte o a mansioni equivalenti. Articolo 3 vietato adibire al trasporto e al sollevamento di pesi, nonch ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto. In attesa della pubblicazione del regolamento di esecuzione della presente legge, i lavori pericolosi, faticosi ed insalubri restano determinati dalla tabella annessa al decreto del presidente della repubblica 21 maggio 1953, n.568. Le lavoratrici saranno addette ad altre mansioni per il periodo per il quale previsto il divieto di cui al comma precedente. Le lavoratrici saranno, altres, spostate ad altre mansioni durante la gestazione e fino a sette mesi dopo il parto nei casi in cui l'ispettorato del lavoro accerti che le condizioni di lavoro o ambientali sono pregiudizievoli alla salute della donna. Le lavoratrici che vengano adibite a mansioni inferiori a quelle abituali conservano la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte, nonch la qualifica originale. Si applicano le norme di cui allo articolo 13 della legge 20 maggio 1970, n.300, qualora le lavoratrici vengano adibite a mansioni equivalenti o superiori. Articolo 4 ( Modificato dall'art. 11 della Legge n. 53/2000 ) vietato adibire al lavoro le donne: a) durante i due mesi precedenti la data presunta del parto; b) ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto; c) durante i tre mesi dopo il parto. L'astensione obbligatoria dal lavoro anticipata a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all'avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli. Tali lavori sono determinati con propri decreti dal ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali. Qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta, i giorni non goduti di astensione obbligatoria prima del parto vengono aggiunti al periodo di astensione obbligatoria dopo il parto. La lavoratrice tenuta a presentare, entro trenta giorni, il certificato attestante la data del parto. Articolo 4-bis ( Aggiunto dall'art. 12 della Legge n. 53/2000 ) Ferma restando la durata complessiva dell'astensione dal lavoro, le lavoratrici hanno la facolt di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro Articolo 5 L'ispettorato del lavoro pu disporre, sulla base di accertamento medico, l'interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza, fino al periodo di astensione di cui alla lettera a) del precedente articolo, per uno o pi periodi, la cui durata sar determinata dall'ispettorato stesso, per i seguenti motivi: a) nel caso di gravi complicanze della gestazione o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; c) quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, secondo il disposto del precedente articolo 3. Articolo 6 I periodi di astensione obbligatoria dal lavoro ai sensi degli articoli 4 e 5 della presente legge devono essere computati nell'anzianit di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilit o alla gratifica natalizia e alle ferie. Articolo 6-bis ( Aggiunto dall'art. 13 della Legge n. 53/2000 ) 1. Il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro nei primi tre mesi dalla nascita del figlio, in caso di morte o di grave infermit della madre ovvero di abbandono, nonch in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. 2. Il padre lavoratore che intenda avvalersi del diritto di cui al comma 1 presenta al datore di lavoro la certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono, il padre lavoratore ne rende dichiarazione ai sensi dell'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15. 3. Si applicano al padre lavoratore le disposizioni di cui agli articoli 6 e 15, commi 1 e 5, della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni. 4. Al padre lavoratore si applicano altres le disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, per il periodo di astensione dal lavoro di cui al comma 1 del presente articolo e fino al compimento di un anno di et del bambino. Articolo 6-ter ( Aggiunto dall'art. 13 della Legge n. 53/2000 ) 1. I periodi di riposo di cui all'articolo 10 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, e i relativi trattamenti economici sono riconosciuti al padre lavoratore: a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre; b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga; c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente. Articolo 7 La lavoratrice ha diritto di assentarsi dal lavoro, trascorso il periodo di astensione obbligatoria di cui alla lettera c) dell'articolo 4 della presente legge, per un periodo, entro il primo anno di vita del bambino, di sei mesi, durante il quale le sar conservato il posto. La lavoratrice ha diritto, altres, ad assentarsi dal lavoro durante le malattie del bambino di et inferiore a tre anni, dietro presentazione di certificato medico. I periodi di assenza di cui ai precedenti commi sono computati nell'anzianit di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilit o alla gratifica natalizia. L'art. 3 della Legge n. 53/2000 ha cos sostitutito l'art. 7: "1. Nei primi otto anni di vita del bambino ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalit stabilite dal presente articolo. Le astensioni dal lavoro dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi, fatto salvo il disposto del comma 2 del presente articolo. Nell'ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete: a) alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di astensione obbligatoria di cui all'articolo 4, primo comma, lettera c), della presente legge, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi; b) al padre lavoratore, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi; c) qualora vi sia un solo genitore, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi. 2. Qualora il padre lavoratore eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo non inferiore a tre mesi, il limite di cui alla lettera b) del comma 1 elevato a sette mesi e il limite complessivo delle astensioni dal lavoro dei genitori di cui al medesimo comma conseguentemente elevato a undici mesi. 3. Ai fini dell'esercizio del diritto di cui al comma 1, il genitore tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilit, a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalit e i criteri definiti dai contratti collettivi, e comunque con un periodo di preavviso non inferiore a quindici giorni. 4. Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto, altres, di astenersi dal lavoro durante le malattie del bambino di et inferiore a otto anni ovvero di et compresa fra tre e otto anni, in quest'ultimo caso nel limite di cinque giorni lavorativi all'anno per ciascun genitore, dietro presentazione di certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato. La malattia del bambino che dia luogo a ricovero ospedaliero interrompe il decorso del periodo di ferie in godimento da parte del genitore. 5. I periodi di astensione dal lavoro di cui ai commi 1 e 4 sono computati nell'anzianit di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilit o alla gratifica natalizia. Ai fini della fruizione del congedo di cui al comma 4, la lavoratrice ed il lavoratore sono tenuti a presentare una dichiarazione rilasciata ai sensi dell'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, attestante che l'altro genitore non sia in astensione dal lavoro negli stessi giorni per il medesimo motivo.". Articolo 8 Le ferie e le assenze eventualmente spettanti alla lavoratrice ad altro titolo non possono essere godute contemporaneamente ai periodi di astensione obbligatoria dal lavoro di cui agli articoli 4 e 5, nonch a quelli di assenza facoltativa di cui all'articolo 7 della presente legge. Articolo 9 Alle lavoratrici spetta l'assistenza di parto da parte dell'istituto presso il quale sono assicurate per il trattamento di malattia, anche quando sia stato interrotto il rapporto di lavoro, purch la gravidanza abbia avuto inizio quando tale rapporto era ancora sussistente. Alle lavoratrici spetta, altres, l'assistenza ospedaliera anche nei casi di parto normale nelle forme e con le modalit previste dalle norme vigenti. Le lavoratrici gestanti possono sottoporsi a visite sanitarie periodiche gratuite a cura dell'istituto presso il quale sono assicurate. Le norme di cui al presente articolo si applicano anche alle familiari dei lavoratori aventi diritto all'assistenza sanitaria. Articolo 10 ( Modificato dall'art. 3 della Legge n. 53/2000 ) Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo uno solo quando l'orario giornaliero di lavoro inferiore a sei ore. I periodi di riposo di cui al precedente comma hanno la durata di un'ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro. Essi comportano il diritto della donna ad uscire dall'azienda. I periodi di riposo sono di mezz'ora ciascuno, e in tal caso non comportano il diritto ad uscire dall'azienda, quando la lavoratrice voglia usufruire della camera di allattamento o dell'asilo nido, istituiti dal datore di lavoro nelle dipendenze dei locali di lavoro. I riposi di cui ai precedenti commi sono indipendenti da quelli previsti dagli articoli 18 e 19 della legge 26 aprile 1934, n.653, sulla tutela del lavoro delle donne. Ai periodi di riposo di cui al presente articolo si applicano le disposizioni in materia di contribuzione figurativa, nonch di riscatto ovvero di versamento dei relativi contributi previsti dal comma 2, lettera b), dell'articolo 15. In caso di parto plurimo, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle previste dal primo comma del presente articolo possono essere utilizzate anche dal padre Articolo 11 In sostituzione delle lavoratrici assenti dal lavoro, in virt delle disposizioni della presente legge, il datore di lavoro pu assumere personale con contratto a tempo determinato in conformit al disposto dell'articolo 1, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n.230, sulla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato e con l'osservanza delle norme della legge stessa. Articolo 12 In caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui previsto, a norma del precedente articolo 2, il divieto di licenziamento, la lavoratrice ha diritto alle indennit previste da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento. TITOLO II Trattamento economico Articolo 13 Le disposizioni del presente titolo si applicano alle lavoratrici di cui all'articolo 1, comprese le lavoratrici a domicilio e le addette ai servizi domestici e familiari, salvo quanto previsto dal successivo comma. Alle dipendenti delle amministrazioni dello stato, anche ad ordinamento autonomo, dalle regioni, dalle province, dai comuni e dagli altri enti pubblici si applica il trattamento economico previsto dai relativi ordinamenti salve le disposizioni di maggior favore risultanti dalla presente legge. Articolo 14 A decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, al fine di consentire, nel periodo immediatamente precedente e seguente il parto, l'astensione delle lavoratrici mezzadre e colone dal lavoro dei campi e la buona coltivazione del fondo, il mezzadro e il concedente, nei casi di provata necessit, sono tenuti a concordare l'assunzione di una unit lavorativa, la cui spesa sar ripartita a met tra mezzadro e concedente. A partire dalla stessa data, alle lavoratrici mezzadre e colone spetta, per tutto il periodo di astensione obbligatoria precedente e successivo al parto previsto per le salariate e braccianti agricole, una indennit giornaliera, che verr erogata dall'INAM in misura pari all'80 per cento del reddito medio giornaliero colonico. Tale reddito viene stabilito, in via presuntiva, per ogni due anni, con decreto del ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali di categoria; per la prima applicazione della presente legge tale reddito fissato in lire 1.300 giornaliere. Trova applicazione anche nei confronti delle colone e mezzadre la norma di cui allo articolo 9 della presente legge. Articolo 15 Le lavoratrici hanno diritto ad una indennit giornaliera pari all'80 per cento della retribuzione per tutto il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro stabilita dagli articoli 4 e 5 della presente legge. Tale indennit comprensiva di ogni altra indennit spettante per malattia. A partire dall'1 gennaio 1973, le lavoratrici, escluse quelle a domicilio e quelle addette ai servizi domestici e familiari, hanno diritto, altres, ad una indennit giornaliera pari al 30 per cento della retribuzione per tutto il periodo di assenza facoltativa dal lavoro prevista dal primo comma dell'articolo 7 della presente legge. Le indennit di cui ai commi precedenti sono corrisposte con gli stessi criteri previsti per la erogazione delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie dall'ente assicuratore di malattia presso il quale la lavoratrice assicurata e non sono subordinate a particolari requisiti contributivi o di anzianit assicurativa. L'art. 3 della Legge n. 53/2000 ha cos sostituito l'art. 15: "1. Le lavoratrici hanno diritto ad un'indennit giornaliera pari all'80 per cento della retribuzione per tutto il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro stabilita dagli articoli 4 e 5 della presente legge. Tale indennit comprensiva di ogni altra indennit spettante per malattia. 2. Per i periodi di astensione facoltativa di cui all'articolo 7, comma 1, ai lavoratori e alle lavoratrici dovuta: a) fino al terzo anno di vita del bambino, un'indennit pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi; il relativo periodo, entro il limite predetto, coperto da contribuzione figurativa; b) fuori dei casi di cui alla lettera a), fino al compimento dell'ottavo anno di vita del bambino, e comunque per il restante periodo di astensione facoltativa, un'indennit pari al 30 per cento della retribuzione, nell'ipotesi in cui il reddito individuale dell'interessato sia inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria; il periodo medesimo coperto da contribuzione figurativa, attribuendo come valore retributivo per tale periodo il 200 per cento del valore massimo dell'assegno sociale, proporzionato ai periodi di riferimento, salva la facolt di integrazione da parte dell'interessato, con riscatto ai sensi dell'articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, ovvero con versamento dei relativi contributi secondo i criteri e le modalit della prosecuzione volontaria. 3. Per i periodi di astensione per malattia del bambino di cui all'articolo 7, comma 4, dovuta: a) fino al compimento del terzo anno di vita del bambino, la contribuzione figurativa; b) successivamente al terzo anno di vita del bambino e fino al compimento dell'ottavo anno, la copertura contributiva calcolata con le modalit previste dal comma 2, lettera b). 4. Il reddito individuale di cui al comma 2, lettera b), determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l'integrazione al minimo. 5. Le indennit di cui al presente articolo sono corrisposte con gli stessi criteri previsti per l'erogazione delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie dall'ente assicuratore della malattia presso il quale la lavoratrice o il lavoratore assicurato e non sono subordinate a particolari requisiti contributivi o di anzianit assicurativa.". Articolo 16 Agli effetti della determinazione della misura delle indennit previste nell'articolo precedente, per retribuzione s'intende la retribuzione media globale giornaliera percepita nel periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l'astensione obbligatoria dal lavoro per maternit. Al suddetto importo va aggiunto, eccezion fatta per l'indennit di cui al secondo comma dell'articolo precedente, il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilit e agli altri premi o mensilit eventualmente erogati alla lavoratrice. Concorrono a formare la retribuzione gli stessi elementi che vengono considerati agli effetti della determinazione delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie. Nei confronti delle operaie dei settori non agricoli, per retribuzione media globale giornaliera s'intende: a) nei casi in cui, o per contratto di lavoro o per la effettuazione di ore di lavoro straordinario, l'orario medio effettivamente praticato superi le otto ore giornaliere, l'importo che si ottiene dividendo l'ammontare complessivo degli emolumenti percepiti nel periodo di paga preso in considerazione per il numero dei giorni lavorati o comunque retribuiti; b) nei casi in cui, o per esigenze organizzative contingenti dell'azienda o per particolari ragioni di carattere personale della lavoratrice, l'orario medio effettivamente praticato risulti inferiore a quello previsto dal contratto di lavoro della categoria, l'importo che si ottiene dividendo l'ammontare complessivo degli emolumenti percepiti nel periodo di paga preso in considerazione per il numero delle ore di lavoro effettuato e moltiplicando il quoziente ottenuto per il numero delle ore giornaliere di lavoro previste dal contratto stesso. Nei casi in cui i contratti di lavoro prevedano, nell'ambito di una settimana, un orario di lavoro identico per i primi cinque giorni della settimana e un orario ridotto per il sesto giorno, l'orario giornaliero quello che si ottiene dividendo per sei il numero complessivo delle ore settimanali contrattualmente stabilite; c)in tutti gli altri casi, l'importo che si ottiene dividendo l'ammontare complessivo degli emolumenti percepiti nel periodo di paga preso in considerazione per il numero di giorni lavorati, o comunque retribuiti, risultanti dal periodo stesso. ( Comma sesto abrogato dall'art. 3 della Legge n. 457/1972 ) Nei confronti delle impiegate, per retribuzione media globale giornaliera si intende l'importo che si ottiene dividendo per trenta l'importo totale della retribuzione del mese precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l'astensione. Articolo 17 L'indennit di cui al primo comma dell'art.15 corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dall'articolo 2, lettere b) e c), che si verifichino durante i periodi di interdizione dal lavoro previsti dagli articoli 4 e 5 della presente legge. Le lavoratrici gestanti che si trovino, all'inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, sospese, assenti dal lavoro senza retribuzione, ovvero disoccupate, sono ammesse al godimento dell'indennit giornaliera di maternit di cui al primo comma dell'articolo 15 purch tra l'inizio della sospensione, dell'assenza o della disoccupazione e quello di detto periodo non siano decorsi pi di 60 giorni. Ai fini del computo dei predetti 60 giorni, non si tiene conto delle assenze dovute a malattia o ad infortunio sul lavoro, accertate e riconosciute dagli enti gestori delle relative assicurazioni sociali. Qualora l'astensione obbligatoria dal lavoro abbia inizio trascorsi sessanta giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro e la lavoratrice si trovi, all'inizio della astensione obbligatoria, disoccupata e in godimento dell'indennit di disoccupazione, essa ha diritto all'indennit giornaliera di maternit anzich all'indennit ordinaria di disoccupazione. La lavoratrice, che si trova nelle condizioni indicate nel precedente comma ma che non in godimento della indennit di disoccupazione perch nell'ultimo biennio ha effettuato lavorazioni alle dipendenze di terzi non soggette all'obbligo dell'assicurazione contro la disoccupazione, ha diritto alla indennit giornaliera di maternit, purch al momento dell'astensione obbligatoria dal lavoro non siano trascorsi pi di 180 giorni dalla data di risoluzione del rapporto e, nell'ultimo biennio che precede il suddetto periodo, risultino a sua favore ai fini dell'assicurazione di malattia 26 contributi settimanali. La lavoratrice che, nel caso di astensione obbligatoria dal lavoro iniziata dopo 60 giorni dalla data di sospensione dal lavoro, si trovi, all'inizio dell'astensione obbligatoria, sospesa e in godimento del trattamento di integrazione salariale a carico della cassa integrazione guadagni, ha diritto, in luogo di tale trattamento, all'indennit giornaliera di maternit. Articolo 18 Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro di cui all'articolo 4 della presente legge, spetta alle lavoratrici a domicilio, a carico dell'INAM, l'indennit giornaliera di cui al precedente articolo 15 in misura pari all'80 per cento del salario medio contrattuale giornaliero, vigente nella provincia per i lavoratori interni, aventi qualifica operaia, della stessa industria. Qualora, per l'assenza nella stessa provincia di industrie similari che occupano lavoratori interni, non possa farsi riferimento al salario contrattuale provinciale di cui al comma precedente, si far riferimento alla media dei salari contrattuali provinciali vigenti per la stessa industria nella regione, e, qualora anche ci non fosse possibile, si far riferimento alla media dei salari provinciali vigenti nella stessa industria nel territorio nazionale. Per i settori di lavoro a domicilio per i quali non esistono corrispondenti industrie che occupano lavoratori interni, con apposito decreto del ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali interessate, si prender a riferimento il salario medio contrattuale giornaliero vigente nella provincia per i lavoratori aventi qualifica operaia dell'industria che presenta maggiori caratteri di affinit. La corresponsione dell'indennit di cui al primo comma del presente articolo subordinata alla condizione che, all'inizio della astensione obbligatoria, la lavoratrice riconsegni al committente tutte le merci e il lavoro avuto in consegna, anche se non ultimato. Articolo 19 Per le lavoratrici addette ai servizi domestici familiari, l'indennit di maternit di cui all'articolo 15 ed il relativo finanziamento sono regolati secondo le modalit e le norme stabilite dal decreto delegato emanato ai sensi dell'articolo 35, lettera d), della legge 30 aprile 1969, n.153. Fino al momento in cui entreranno in vigore le norme del decreto delegato indicato nel comma precedente, continuano ad applicarsi le disposizioni del titolo III della legge 26 agosto 1950, n.860, relative alle lavoratrici domestiche. Articolo 20 L'interruzione della gravidanza, spontanea o terapeutica, esclusa quella procurata, considerata a tutti gli effetti come malattia, salvo quanto disposto dall'articolo 12 del decreto del presidente della repubblica 25 maggio 1953, n.568. Articolo 21 Per la copertura degli oneri derivanti dalle norme di cui ai titoli primo e secondo della presente legge, di competenza degli enti che gestiscono l'assicurazione contro le malattie, dovuto dai datori di lavoro agli enti predetti un contributo sulle retribuzioni di tutti i lavoratori dipendenti nelle seguenti misure: a) dello 0, 53 per cento sulla retribuzione per il settore dell'industria; b) dello 0, 31 per cento sulla retribuzione per il settore del commercio; c) dello 0, 20 per cento sulla retribuzione per il settore del credito, assicurazione e servizi tributari appaltati; d) di lire 2, 43 per ogni giornata di uomo e di lire 1, 95 per ogni giornata di donna o ragazzo per i salariati fissi; di lire 2, 95 per ogni giornata di uomo e di lire 2, 32 per ogni giornata di donna o ragazzo per i giornalieri di campagna e compartecipanti per il settore dell'agricoltura. Il contributo dovuto per ogni giornata di lavoro accertata ai fini dei contributi unificati in agricoltura di cui al decreto-legge 28 novembre 1938, n.2138, e successive modificazioni, ed riscosso unitamente ai contributi predetti. A partire dall'1 gennaio 1973 dovuto all'istituto nazionale per l'assicurazione contro le malattie un contributo annuo di lire 25.000 milioni da parte della cassa unica assegni familiari. Per gli apprendisti dovuto un contributo di lire 32 settimanali. Per i lavoratori a domicilio tradizionali dovuto un contributo di lire 120 settimanali. Per i giornalisti iscritti all'istituto nazionale di previdenza per i giornalisti italiani "Giovanni Amendola" dovuto un contributo pari allo 0, 15 per cento della retribuzione. Per i lavoratori iscritti all'ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo dovuto un contributo pari allo 0, 53 per cento della retribuzione. Per i lavoratori iscritti all'ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli impiegati della agricoltura dovuto un contributo pari allo 0, 50 per cento della retribuzione. Per i lavoratori iscritti alle casse di soccorso di cui al regio decreto 8 gennaio 1931, n.148, e successive modificazioni, dovuto un contributo pari allo 0, 53 per cento della retribuzione. Tale contributo non dovuto per il personale addetto alle autolinee extraurbane in concessione iscritto alle casse di soccorso istituite per effetto della legge 22 settembre 1960, n.1054, per le quali il contributo previsto a carico dei datori di lavoro dall'articolo 2, n.2), dei rispettivi statuti comprensivo dell'onere derivante dalla erogazione del trattamento economico per le lavoratrici madri. Le eventuali eccedenze fra il gettito dei contributi e le prestazioni erogate saranno devolute, nello ambito di ciascun istituto, ente o cassa, all'assicurazione obbligatoria contro le malattie. Riguardo al versamento dei contributi di cui al presente articolo, alle trasgressioni degli obblighi relativi ed a quanto altro concerne il contributo medesimo, si applicano le norme relative ai contributi per l'assicurazione obbligatoria contro le malattie. Con decreto del presidente della repubblica, su proposta del ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con quello per il tesoro, la misura dei contributi stabiliti dalla presente legge pu essere modificata in relazione alle effettive esigenze delle relative gestioni. Articolo 22 L'assicurazione di maternit per le lavoratrici a domicilio tradizionali e per le addette ai servizi domestici familiari, gestita dall'INPS, trasferita con i relativi avanzi di gestione all'INAM. TITOLO III ( dall'art. 23 all'art. 27 ) Corresponsione di un assegno di natalit alle coltivatrici dirette, alle lavoratrici artigiane e alle lavoratrici esercenti attivit commerciale. ( Le disposizioni del Titolo III sono state abrogate dall'art. 9 della Legge 546/1987 ) TITOLO IV Disposizioni varie, vigilanza e penalit Articolo 28 Prima dell'inizio dell'astensione obbligatoria dal lavoro di cui all'articolo 4, lettera a), della presente legge, le lavoratrici di cui all'articolo 1 della presente legge dovranno consegnare al datore di lavoro e all'istituto erogatore delle indennit giornaliere di maternit il certificato medico indicante la data presunta del parto. La data indicata nel certificato fa stato, nonostante qualsiasi errore di previsione. Articolo 29 Tutti i documenti occorrenti per l'applicazione della presente legge sono esenti da ogni imposta, tassa, diritto o spesa di qualsiasi specie e natura. Articolo 30 La vigilanza sulla presente legge demandata al ministero del lavoro e della previdenza sociale che la esercita attraverso l'ispettorato del lavoro. Al rilascio dei certificati medici di cui alla presente legge sono abilitati gli ufficiali sanitari, i medici condotti, i medici dell'istituto presso il quale la lavoratrice assicurata per il trattamento di maternit, salvo quanto previsto dai commi successivi. Qualora i certificati siano redatti da medici diversi da quelli di cui al precedente comma, il datore di lavoro o l'istituto presso il quale la lavoratrice assicurata per il trattamento di maternit hanno facolt di accertare i certificati stessi ovvero di richiederne la regolarizzazione alla lavoratrice interessata. I medici dell'ispettorato del lavoro hanno facolt di controllo. Il certificato medico attestante la malattia del bambino, di cui al secondo comma dell'articolo 7 della presente legge, pu essere redatto da un medico di libera scelta della lavoratrice. L'astensione dal lavoro di cui all'articolo 5, lettera a), della presente legge disposta dall'ispettorato del lavoro in base ad accertamento medico, per il quale l'ispettorato del lavoro ha facolt di delegare gli ufficiali sanitari o di avvalersi dei servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti o di enti pubblici e di istituti specializzati di diritto pubblico. In ogni caso il provvedimento dovr essere emanato entro sette giorni dalla ricezione dell'istanza della lavoratrice. L'astensione dal lavoro di cui alle lettere b) e c) dell'articolo 5 della presente legge disposta dall'ispettorato del lavoro, oltrech su istanza della lavoratrice, anche di propria iniziativa, qualora nel corso della propria attivit di vigilanza constati l'esistenza delle condizioni che danno luogo all'astensione medesima. Parimenti, lo spostamento delle lavoratrici ad altre mansioni, di cui al terzo comma dell'articolo 3 della presente legge, disposto dall'ispettorato del lavoro sia di propria iniziativa, sia su istanza della lavoratrice. Fino all'emanazione del primo decreto ministeriale di cui all'ultimo comma dell'articolo 4 della presente legge, l'anticipazione dell'astensione obbligatoria dal lavoro di cui al secondo comma dell'articolo sopracitato disposta dall'ispettorato del lavoro. I provvedimenti dello ispettorato del lavoro in ordine a quanto previsto dai commi sesto, settimo, ottavo e nono del presente articolo sono definitivi. Articolo 31 1. L'inosservanza delle disposizioni contenute negli articoli 3, primo, secondo e terzo comma, 4 e 5 punita con l'arresto fino a sei mesi. 2. L'inosservanza delle disposizioni contenute nell'articolo 2 punita con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire cinque milioni. 3. L'inosservanza delle disposizioni contenute nell'articolo 10 e il rifiuto, l'opposizione o l'ostacolo all'esercizio dei diritti di assenza dal lavoro di cui all'art. 7 della presente legge sono puniti con la sanzione amministrativa da lire un milione a lire cinque milioni. 4. L'autorit competente a ricevere il rapporto per le violazioni amministrative previste dal presente articolo e ad emettere l'ordinanza di ingiunzione l'ispettorato del lavoro. ( Modificato dall'art.2 del D.Lgs. n. 566/1994 ) Articolo 32 Con decreto del presidente della repubblica, su proposta del ministro per il lavoro e la previdenza sociale, entro 90 giorni, saranno emanate norme regolamentari per l'applicazione della presente legge. Articolo 33 Sono abrogate le disposizioni della legge 26 agosto 1950, n.860, sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive modificazioni in contrasto con le norme della presente legge. Articolo 34 Le disposizioni contenute negli articoli 11, 12 e 13 della legge 26 agosto 1950, n.860, continuano ad applicarsi in via transitoria ai datori di lavoro che, ai sensi della legge stessa, abbiano istituito camere di allattamento o asili nido aziendali funzionanti alla data del 15 dicembre 1971. L'ispettorato del lavoro, sentite le organizzazioni sindacali aziendali, pu autorizzare la chiusura delle camere di allattamento e degli asili nido aziendali di cui al precedente comma in relazione alle effettive esigenze delle lavoratrici occupate nell'azienda ed alla attuazione del piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello stato. Articolo 35 La presente legge entra in vigore alla data della pubblicazione nella gazzetta ufficiale, salvo le diverse decorrenze fissate dagli articoli precedenti e salvo quanto previsto dal successivo comma. Alle lavoratrici che al momento dell'entrata in vigore della presente legge sono assenti dal lavoro ai sensi dell'articolo 5, lettera a), della legge 26 agosto 1950, n.860, si continua ad applicare la norma citata fino all'esaurimento del periodo di cui alla lettera stessa. La presente legge, munita del sigillo dello stato, sar inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello stato. !"rsyz}73 b l m $%WİİĂ6B*CJOJQJ]aJphDDD5B*CJOJQJ\aJphDDD0J6CJOJQJ]aJ&j0JB*CJOJQJUaJphDDD0JB*CJOJQJaJphDDD0JCJOJQJaJ"jB*CJOJQJUaJphDDDB*CJOJQJaJphDDD0J+8W4b m 7m!J$a$$a$%X8]HF;F !! 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